scrivere per vivere vivere per scrivere

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La lettura di tutti i buoni libri è come una conversazione con gli uomini migliori dei secoli andati. (René Descartes) ********************************************************************************************** USQUE AD FINEM

martedì 17 gennaio 2017

Dialogo surreale, inutile dirlo, le solite facezie






«Duttile? Ma che duttile. Frastagliato, inconcludente. Un piano interrotto da spigoli, anzi da mozziconi, monconi di materia rotta».
«Ma cosa dici. Cerco di essere propositivo, non per codardia, piuttosto per cogliere il cambiamento. Plasmarlo».
«Non capisco. Non ti capisco. Quanti rapporti hai interrotto? Mogli, compagne, figli sparpagliati come semi in un campo. Sei un puttaniere! Non c'è niente di romantico in questo, non sei il personaggio di una canzone di de Andrè».
«Non giudicarmi».
«Non ti giudico. Osservo».
«Non posso farci niente. È nella mia natura. Questo cazzo di senso di provvisorietà mi tormenta da sempre. Si ripercuote su tutto».
«Non si vive come se non ci fosse un domani. È un modo come un altro per giustificare qualunque bastardata».
«Io non sono un bastardo. Forse un po', alle volte».
«No! Non sei un bastardo. Però sei egoista. Egocentrico. Hai visto e fatto tutto: amore, guerra, lutti, grandi gioie. Ma hai vissuto ogni cosa come l'attore inondato di luce sul palcoscenico».
«Io ti amo».
«Non te la cavi così. Anche io ti amo».
«Ok. Sono un bastardo».
«Sì!».
«Tutto questo casino perché non ho ritirato la roba stesa?»
«No! È perché ne hai ritirato solo la metà. Il punto è questo».
«Tutto ciò che è intenso è destinato a morire rapidamente».
«Non ci credo, guarda che sei forte eh. E questo che cavolo c'entra?»
«La mediocrità del quotidiano mi devasta. Voglio morire e risorgere ogni giorno».
«Ok, non sei un bastardo, sei un deficiente».
«Ti amo».
«Appunto».
«Ci beviamo un the caldo?»
«Tanto zucchero».
«Lo so!»
«Lo so che lo sai».
«Ti amo».
«Ci devo pensare».
«Non ci pensare».
«Stupido».
«Ti amo».
«Cretino».
«Ti amo».
«Lo so».

«Lo so che lo sai».













© 2017 di Massimiliano Riccardi

52 commenti:

  1. Quanta vita vissuta, in un dialogo.
    Buona serata.
    sinforosa

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  2. E io rido infatti ma... 😉
    Sei mitico!

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    1. Hahahaha, eeeh i puntini puntini sono di chi la sa lunga. Tu sei mitica Pat.

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  3. Una bella, purtroppo, descrizione della società odierna, fatta di decadenza, di provvisorietà, di egoismo. Per fortuna che c'è l'amore che salva tutto. Sempre!

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    1. Ciao Giuseppe, ben ritrovato. Sì, alla fine il succo è questo. Senza amore resta ben poco. La buttata in commedia.

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    2. Ben ritrovato e buon anno. Facciamo ancora in tempo, sì?

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    3. Eccome Giuseppe, c'è sempre tempo per augurarsi cose belle, anzi, grazie e ricambio.

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  4. Anche se ironico, il tuo racconto è significativo.
    Ti auguro una buona serata.

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    1. Ciao Vincenzo. Grazie. Buona serata anche a te

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  5. Meno male che non si è messo a piovere, altrimenti sai che fine faceva l'altra metà di roba non ritirata e che succedeva poi ... Ah l'amour, l'amour... meno male che ci sta! (✿◠‿◠)

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    1. Ciao Anna, proprio vero, meno male che ci sta.

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  6. Bastano poche parole per creare atmosfera e personaggi. Tu lo sai fare benissimo ;-)

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    1. Grazie Ariano, detto da te è un bel gran complimento. Grazie.

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  7. Duttile e frastagliato sono due aggettivi fantastici.
    Sono d'accordo con la lei che ama: il senso di provvisorietà non può mai essere un pretesto per buttarsi in ogni cosa.
    E poi, quello della roba stesa ritirata a metà non mi è nuova, ahaha. In casa mia c'è qualcuno che in questo è bravissimo, ma non è bastardo né egoista, un po' deficiente sì e tanto innamorato. Io sono per la meravigliosa mediocrità del quotidiano. :)

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    1. Grande Marina, hai capito. In realtà ho scritto un inno all'amore, ridendo e scherzando.

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  8. L'amore non è bello se non è litigarello (cit. Delia Scala e Lando Buzzanca) Oppure Stanze di vita quotidiana, scegli tu. :-)

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    1. Grande Roberto, aaah l'amore è l'amore. Mi citi Guccini così, sul far della notte, fantastico.

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  9. Un dialogo molto ironico, ma anche realistico,molto scorrevole.
    Uno spaccato di vita quotidiana...
    Leggendolo sembra di assistere ad una scena teatrale.... Complimenti

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    1. Ciao Francy, grazie. Si giochicchia, tra il serio e il faceto. Mi conosci no?

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    2. Cara Francesca, questo è capace di salire sull'autobus e dopo essere sceso scrivere un racconto su tutto quello che ha sentito. E' pericolosissimo.

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    3. Ciao Rosanna, ma tu lo sai quanto siamo contenti noi di questo fatto?
      Venire su questo blog, così pieno di post inutili, dice lui nonn noi, è sempre un piacere.

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    4. Grazie Patri. Mia moglie mi sopporta, porella. Oppure io sopporto lei? Boh 😉

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    5. Ciao Patricia, sei gentile. Lui è contento quindi sono contenta anche io. Ruba pezzi di vita quotidiana, questa cosa che ha scritto è tratta da un episodio vero, io lo sgrido sempre perché aiuta poco in casa (ora quando rientro dal lavoro chi lo sente), poi lui ne ha fatto un dialogo sulla difficoltà nel comunicare e sull'amore. Ovviamente di ritirare la roba stesa e svuotare la lavastoviglie manco a parlarne hahahahaha.

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    6. Prima rispondo a Max... la prima,, la prima prrrrrrr

      Poi a Rosanna.Non pretendiamo troppo! Ricordiamoci che chi si arrangia si trova il lavoro fatto ahhahahah come quella volta che ho aggiustato la levetta del citofono...ero stufa di sentirmi dire sì, poi lo faccio ahahhaahhaha

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    7. Aaaah, qui si complotta, si deride, si oltraggia la virile supremazia hahahaha. Vi voglio bene ragazze. Patriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii hahahahahaha

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  10. Caro Max, ho riletto il tuo dialogo. Lo avevo già letto ieri dal telefono e mi riproponevo di commentare quando sarei stata al pc.
    In generale, posso dirlo abbastanza buono. Eliminerei tutte le parolacce. Non servono. Le si usano quando il senso del testo è un altro e il sottotesto (ossia l'atteggiamento dei personaggi) mira a qualcos'altro.
    Possiede una certa immediatezza e la giusta dose di ironia.
    Mi sembra fatto in fretta, questo è uno dei difetti. Sono certa che tu possieda quel "quid" ma devi soffermarti, lavorare di cesello.

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    1. Grazie Luana, come ti ho già detto è solo un piccolo esperimento, anzi chiedo scusa a coloro che per mestiere scrivono dialoghi teatrali. Faccio tesoro delle tue indicazione. Eccome se lo faccio. Grazie.

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    2. Mi raccomando, a questo punto ho grandi aspettative. :)

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    3. Cara Luana, a me piace giocare e mettere i cosidetti sul ceppo senza paura, in questo caso ho voluto scherzare con il fuoco e non era possibile evitare di chiedere il parere di una esperta come te. In una visione da blogger è un post come tanti, divertente, più o meno piacevole e scacciapensieri, e chi non conosce gli antefatti del perchè l'ho scritto lo ha preso giustamente come tale. Volendo invece verificare se c'era modo di lavorare su aspetti della scrittura che non ho mai considerato, è stato importantisssimo sentire la tua opinione, onesta, competente, espressa con il solito garbo che ti contraddistingue. Tra poco uscirà il mio secondo romanzo, intanto lavoro sul terzo, parallelamente cerco di studiare, voglio imparare tutto quel che posso sui dialoghi teatrali e le particolarissime dinamiche che li caratterizzano. Vedremo, chissà, in un lontano futuro...Grazie di cuore.

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  11. Radiografia dei tempi moderni racchiusa tutta in queste tue parole:
    «Non si vive come se non ci fosse un domani. È un modo come un altro per giustificare qualunque bastardata».
    Per il resto si sorride sotto i baffi ;)
    Ciao
    Marina

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    1. Ciao Marina, il succo è questo. Grazie per essere passata, mi fa sempre piacere. Un salutone.

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  12. Fantastiche discussioni tra due persone che incolpandosi a vicenda o anceh insultandosi si amano molto...meglio tutto tranne il silenzio che è vera tomba dell'amore!
    Ciao mio bell'amico, bacione freddissimo

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    1. Ciao Nella. Il silenzio in una coppia è davvero una tomba, come anche parlare troppo senza dirsi nulla. Un bacione ventoso anche a te. Qui a Genova fischia che è una bellezza.

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  13. Bellissimo, quell'accenno alle cose fatte per metà poi... sublime.

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    1. Cavoli, grazie Firma. Ora mi fai arrossire. Ti giuro, dovresti vedermi. Un salutone e grazie per l'immeritato complimento.

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  14. Litighiamo però ci amiamo, bello. Tutto in un dialogo che rende perfettamente percepibile i sentimenti tra i due e i momenti di vita quotidiana.

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    1. Ciao Giulia, grazie. Si giochicchia con le parole.
      Un salutone.

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  15. Ho capito cosa ti rende speciale : saper raccontare la realtà con ironia e leggerezza.Direi che chi ti vive accanto è fortunato.
    Cristiana

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    1. Cristiana, io ti ringrazio tantissimo, in merito alla fortuna di chi mi vive accanto... bah, ho un carattere non facile. Però, sì, l'ironia mi caratterizza e cerco sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno. Ci pensa già questo mondaccio infame a farci vedere tutto buio. Grazie ancora per le belle parole che hai speso per me.

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  16. Ho prima sorriso, poi mi sono incazzata, poi addolcita e di nuovo ho sorriso.
    Sì, l'amore è così. La convivenza è così. Il quotidiano è così. Ma di base, senza quei battiti di cuore che si uniscono, niente di tutto questo potrebbe essere facile da sopportare.
    Ecco cosa mi fanno le tue parole: sono un nastro trasportatore diretto al centro dell'emozione.
    Futiliiiiiiiiii ahahah

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    1. Cavoli Mariella, mi rendi felice. Scribacchiare, giocare con le parole e i concetti nella speranza di suscitare qualche emozione, anche se piccola, cosa si può chiedere di più? Grazie di cuore.

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  17. Mmm, sai che potrebbe essere un dialogo con se stessi? Sì lo so, in questo periodo sono assai strana XD Però veramente mentre leggevo il testo ho pensato a una qualche schizofrenia... Posso dare la colpa al libro che sto leggendo (Albinati, tu sai XD) per questo mio stato, vero?

    Ho letto il commento di Luz, forse per le stesse cose che lei notava ho davvero pensato a una persona lacerata che se le canta da sola :P
    E ha anche ragione Mariella sulle tue capacità di rendere le emozioni, di pancia soprattutto.
    Bravo davvero.

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    1. Aaaaaaaaaaah, ma allora tu la sai luuungaaaaa, ho detto a destra e a manca che si trattava di un esperimento ed eccola qui... la Glò. In effetti nasce come uno sfogo davanti allo specchio tra una rasoiata e l'altra, poi è diventato qualcosa di diverso. Grazie per i complimenti che mi fanno gongolare.

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    2. La so lunga! :3 E gongola che ne hai ben donde ;)

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    3. Grande Glò. Mmh mi sovviene una canzone Sanremese... :"guarda come..." No quella fa dondolo, non gongolo :D

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  18. Volendo si trovano mille pretesti per litigare, accantonando ogni tolleranza. Ad esempio i panni stesi non asciugano allo stesso modo, quindi è un pretesto per dire altro...un affresco di coppia che ancora non scoppia...sei davvero bravo!

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    1. Grazie Rosanna, davvero gentile. Sono molto contento quando mi passi a trovare.

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  19. Comunque la frase «Tutto ciò che è intenso è destinato a morire rapidamente» è da grande filosofo del secolo dei Lumi. E soprattutto loro non ritiravano la roba stesa... neanche per metà!

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    1. Ciao Cristina, hai visto? Quando un uomo non sa più cosa dire alla moglie la butta sul filosofico. Trovo che sia il passaggio più divertente.

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  20. Se devi lavorare tu sui dialoghi, io sono alle calende greche ;D
    Splendido, con ritmo, battute che la dicono lunga su cosa bolle in pentola, o meglio in quella copia. Molto reale sia lei che il lui filosofico. A casa mia non è il bucato a scatenare tutto quello che ribolle, ma lo straccio hai pavimenti. Ora purtroppo siamo passati dallo straccio alla dieta e controllo della glicemia a farmi incavolare.
    Sarà che le parolacce non bisogna scriverle più di tanto nei romanzi ma nel reale quando ce vo' ce vo' e per me in questo dialogo realissimo ci stanno ci stanno. ;)))

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    1. Grazie Anna Maria. Alla fine io mi sono divertito tantissimo ed è quello che conta. Un bacione.

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