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La lettura di tutti i buoni libri è come una conversazione con gli uomini migliori dei secoli andati. (René Descartes) ****************************************************************************************************************** USQUE AD FINEM

venerdì 3 luglio 2015

FURORE di John Steinbeck


Furore

Una libro che tutti dovrebbero aver letto almeno una volta nella vita. Una storia di lotte, di miseria, di speranza nonostante tutto e contro ogni tipo di avversità. Un romanzo duro, crudo, violento.

Il capolavoro di John Steinbeck, premio Nobel per la letteratura nel 1962.

Gli anni '30, un decennio buio della storia americana.
Un Paese segnato dalla crisi economica, devastato dalla disoccupazione, dalla siccità, dalla crescente criminalità che insanguina le grandi città, dalla siccità nelle campagne del midwest sino ad allora ricco e produttivo. Il viaggio della speranza di milioni di americani verso la terra promessa, la California.
La "Route 66" fa da sfondo e da filo conduttore in avventura epica alla ricerca del riscatto. Personaggi emblematici, bellissimi. La loro attualità è impressionante. La crisi mondiale che scuote la società moderna possiamo tranquillamente ritrovarla in quelle vicende passate e, chissà, magari trovare lo stimolo a far meglio.
Il romanzo, tra gli altri premi, vinse nel 1940 il premio Pulitzer. Lo possiamo considerare il romanzo simbolo della "grande depressione americana" degli anni '30.
L'impatto sul pubblico fu destabilizzante, per la prima volta la borghesia americana e le classi sociali meno colpite dalla crisi ebbero una visione chiara e drammatica del tracollo del Paese. Uno spaccato doloroso, dolente, angosciante, della vita della classe medio bassa in un america che si immaginava invincibile. Per la prima volta l'opinione pubblica deve fare i conti con un nuovo tipo di povertà, questa volta i miserabili non sono i soliti emarginati afroamericani e nemmeno gli immigrati, questa volta parliamo di bianchi anglosassoni e protestanti. Un duro colpo per benpensanti di allora. Una presa di coscienza brutale. Fu compreso che la miseria e la povertà potevano colpire chiunque se nella società i diritti non venivano garantiti a tutti. L'influenza sul pubblico fu tale da avere rilevanza politica nel sostenere e far accettare il "New Deal", cioè quell'insieme di riforme attuate dall'allora presidente Roosevelt mirate a risolvere la grave crisi economica.

---Trama tratta da Wikipedia-----------------------------------------

La vicenda narra l'epopea della 'biblica' trasmigrazione della famiglia Joad, che è costretta ad abbandonare la propria fattoria nell'Oklahoma a bordo di un autocarro e - attraverso il Texas Panhandle, il New Mexico e l'Arizona, lungo la Route 66 - a tentare di insediarsi in California, dove spera di ricostruirsi un avvenire. Nella stessa situazione si trovano centinaia di altre famiglie, sfrattate dalle case dove avevano vissuto per generazioni perché le banche a cui avevano chiesto i prestiti non rinnovano i crediti e confiscano i terreni spedendo le "trattrici" a spianare tutto, comprese le abitazioni in legno.
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Furore, il racconto della lotta dell'uomo contro l'ingiustizia, della tenacia nel cercare di rialzarsi quando sembra che non ci siano più speranze. Un romanzo epico nel senso più stretto del termine. Il romanzo più americano tra tutti i classici della letteratura americana. Consigliato.


© 2015 di Massimiliano Riccardi.

2 commenti:

  1. Devo ancora leggerlo! E spero di riuscirci a breve. Non so dire il motivo, ma Steinbeck è rimasto in sospeso tra le mie letture per decenni :P Poi, l'anno scorso ad agosto ho scelto da dove partire (sarebbe in realtà una ripartenza, ma la prima effettiva lettura la feci forzosamente, ovvero lettura estiva scolastica, e non fu un grande successo!): La valle dell'Eden. Qui, siamo già in California, e si raccontano avvenimenti successivi all'immigrazione. Bellissimo *__* Non fatico a credere che Furore mi farà un effetto analogo!

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  2. Ne sono convinto, io lo lessi la prima volta da adolescente e mi colpì come un pugno nello stomaco, lascia l'amaro in bocca all'inizio, ma poi scorre. Ci fu anche una riduzione cinematografica con Herry Fonda, abbastanza efficace, potrebbe essere un alternativa per qualche serata oziosa senza particolari impegni

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