scrivere per vivere vivere per scrivere

scrivere per vivere vivere per scrivere
La lettura di tutti i buoni libri è come una conversazione con gli uomini migliori dei secoli andati. (René Descartes) ********************************************************************************************** USQUE AD FINEM

sabato 22 aprile 2017

Epistula non erubescit, figuratevi io. Facezie oltremodo inutili




Molto bene, è il caso di dirlo. L'aver diradato la pubblicazione dei post è servita. Magari non ne ha beneficiato questo blogghetto ma sicuramente ha giovato al detentore dello stesso, il sottoscritto, ovviamente.
Ho avuto modo di seguire le mie vicende personali con più attenzione e ho avuto modo di leggere gli articoli degli amici blogger con calma e senza fretta. Per fortuna ci sono loro, il web è altrimenti impestato di personaggi inquietanti, davvero.
Un milione di Blog e siti, e altrettante vaccate in rete. Nulla di male, rientra tutto nel quadro dell'economia generale. Ho letto di scrittura, di come si dovrebbe scrivere, di cosa è giusto scrivere, sull'opportunità di scrivere o non scrivere, di quanto siano tutti assolutamente inadeguati rispetto ai grandi della letteratura. Addirittura ho letto critiche feroci e prese di posizione da parte di autonominati guru della penna e del calamaio che mai si sono cimentati o che non sono mai stati pubblicati. I guru, per intenderci, sono quelli che non fanno ma insegnano, che ti spiegano la vita senza viverla realmente. Dei Buddha, anzi soltanto ciccioni come Buddha, anzi personaggi che di ciccione hanno solo l'ego smisurato. Li adoro. Mi riconciliano con il mondo quando mi trovo a pensare che la vita è uno schifo, mi dico: "Beh, non sono ancora sceso così in basso, faccio cose, muovo il culo, agisco, non vivo di vetrine virtuali dispensando massime e interpretazioni personali spacciandole per sacrosante verità."
Tra i blogger che seguo (alcuni sono nel mio blog roll e altri nell'elenco di letture dei blog seguiti offerta da blogspot), ho trovato spunti interessantissimi. Ho letto con vero piacere la splendida Marina Guarneri (c'è sempre da imparare da lei, fidatevi); mi sono gustato gli articoli di quel gran paraculo sagace e intelligente blogger che risponde al nome di Salvatore Anfuso 😇 (anche da lui c'è da imparare, fidatevi nuovamente di me), in grado di toccare tasti dolenti come pochi sanno fare; ho seguito il percorso del Jolly raccontato così bene da Chiara Solerio. Questo breve elenco per citare soltanto alcuni blogger che si sono occupati di scrittura, ma ce ne sono altri ovviamente. Tralascio tutti gli altri blogger che seguo, per alcuni provo sincero affetto e lo sanno (nevvero Patricia Moll?), soltanto perché, come me, diversificano maggiormente le tematiche dei post. Durante queste giornate emotivamente pesanti mi sono anche divertito, e in qualche occasione ho trovato spunti di riflessione, di questo li ringrazio, tutti.
Come sapete io scribacchio, e incidentalmente pubblico, ma di scrittura non ne parlo mai, non esprimo giudizi e non fornisco indicazioni di sorta. Scribacchio, sì. Lo faccio per piacere personale ma anche nella speranza di diventare abbastanza bravo da lasciare un giorno testimonianza del mio passaggio su questa terra. Inutile nascondersi, è giusto dirlo. Chi scrive per se stesso si prendesse un cazzo di diario personale da riporre nel cassetto e non rompesse le palle, direbbe la mia vicina di casa. Non ho consigli da dare, non ho nulla da insegnare, non sono in grado di indicare la giusta via per diventare scrittori. Come i primi uomini, sono armato soltanto di pietra focaia e tento di accendere un fuoco. Lavoro sodo per cercare di controllarlo, questo benedetto fuoco. Diciamo che sono in itinere, figuriamoci se mi permetto di salire in cattedra. Vedremo, chissà, boh.
Una cosa però posso dirla, ma riguarda indicazioni di massima che attengono tanto alla scrittura come alla vita di tutti i giorni: lavorate sodo, sperimentate, rischiate esponendovi con i vostri lavori al pubblico, non giudicate ciò che non siete in grado di fare o di capire. Insomma non rompete le scatole agli altri e scrivete, scrivete punto e basta, se è ciò che amate fare. Qualcosa succederà.
Nella scrittura c'è vita, diversa, diversificata, migliore, peggiore, c'è tutto e non c'è niente. Può essere totalizzante o alienante. Ma c'è vita. Scrivere non è soltanto riportare fatti, descrivere emozioni, non è soltanto cronaca del mondo o costruzione di altri mondi, è di più. Qui mi tocca citare un tipo strambo, ma strambo davvero eh: “La scrittura e le cose non si somigliano. Tra esse, Don Chisciotte vaga all’avventura.
Va bene, ho concluso la tiritera. Che due palle vero? Hahahaha, piatto del giorno: Cabbasisi scaramellati, come direbbe un mio amico siciliano.
Buon proseguimento e state sereni, c'è posto e spazio per tutti, puntare il dito è facilissimo, è nel capire e comprendere il prossimo che sta la differenza. Nel capire se stessi la difficoltà maggiore.

Ok, ora vi lascio, vado a ubriacarmi e a prendere pessime decisioni 😉



                                               Somewhere over the rainbow, way up high... 

© 2017 di Massimiliano Riccardi

72 commenti:

  1. Complimenti per l' articolo: diretto, vero, serio e semiserio, insomma, scritto col tuo inconfondibile tocco. Buona giornata. sinforosa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Sinforosa. Mai prendersi sul serio. Leggerezza, sempre. Nulla a che vedere con la superficialità. Buona giornata anche a te.

      Elimina
  2. Capire gli altri e se stessi? Perché una simile crudeltà? L'unica saggezza è quella dei bambini e dei gatti: gli unici da cui imparare qualcosa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione, costringere alla comprensione, più che al capire, è una crudeltà. Per molti significa rompere quella bolla protettiva fatta di mille convincimenti, comprendere "l'altro da me" è sempre un rischio.

      Elimina
  3. E' bello scrivere di "scrittura" ma se poi questa arte non la si mette al servizio di contenuti ed emozioni personali ma anche legate alla realtà che ci circonda, rischia secondo me di essere uno sterile esercizio di stile.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti è così, caro Daniele. La scrittura è molto di più.

      Elimina
  4. "rischiate esponendovi con i vostri lavori al pubblico, non giudicate ciò che non siete in grado di fare o di capire. Insomma non rompete le scatole agli altri e scrivete, scrivete punto e basta, se è ciò che amate fare. Qualcosa succederà"
    Sottoscrivo al 200%. Così come per avere una vita bisogna vivere, per avere un scrittura bisogna scrivere ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Ariano, grazie. Tu ne sai qualcosa, sei uno di quegli autori che si lanciano, rischiano e si espongono. Lo fai sempre.

      Elimina
  5. "Impariamoci" a vicenda, caro Max! Io non so cosa ti insegno, ma tu sicuramente mi trasmetti positività, ottimismo, voglia di continuare, di vincere, persino: scrittura, amicizie, vita, in un calderone di possibilità sempre aperte. E che nessuno giudichi, nessuno si arrenda, nessuno smetta di guardare sempre avanti, anzi esageriamo: di guardare "oltre".
    Grazie, Max.
    Buon fine settimana! 🤗

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Mari, insegni, insegni. Dici la tua, con garbo ma anche con fermezza. Lasci aperte le discussioni e ti esprimi senza la sottile violenza di chi lancia editti o pubblica manifesti piuttosto che aprire un dialogo. In modi diversi siamo ambedue "lavoratori" della comunicazione.
      Buon fine settimana anche a te.

      Elimina
  6. "lavorate sodo, sperimentate, rischiate esponendovi con i vostri lavori al pubblico, non giudicate ciò che non siete in grado di fare o di capire. Insomma non rompete le scatole agli altri e scrivete, scrivete punto e basta, se è ciò che amate fare. Qualcosa succederà."

    Io però ancora non ho capito a quale parte dentro di me devo dare ascolto: a quella che spinge l'ambizioso o la parte che dispensa saggezza?
    Tu che dici?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hahahaha, grande e pungente Marco. Già il solo fatto che ti poni il problema la dice lunga. L'ambizione se stemperata dalla consapevolezza è segno di saggezza... quindi direi che sei a posto. Che dici? Io dico che puoi dire quello che vuoi, ti leggo sempre con piacere. La tua anima sicula, la memoria ancestrale di chi ha visto tutto e ne ha visti passare nei secoli di "portatori di verità" traspare, eccome se traspare.

      Elimina
    2. Grazie Massimiliano.
      Mi hai dato una risposta talmente illuminante che adesso ho una chiave di lettura alla quale non avevo riflettuto. Su di me e sul mio romanzo. Due in uno. ;)

      Elimina
    3. Belin, ma mi prendi in giro? Tremendo sei... 😉

      Elimina
    4. Vero vero. Dici: "La tua anima sicula, la memoria ancestrale di chi ha visto tutto e ne ha visti passare nei secoli di "portatori di verità" traspare, eccome se traspare."

      A me si alza sempre un sopracciglio quando sento qualche Solone che propina soluzioni universali come se fossero supposte di verità.
      E volendo anche il mio commissario sulla sua piccola isola che respira il vento della storia ciclica siciliana è così.

      Elimina
    5. "Supposte di verità" è una definizione bellissima. Per il resto, scherzi a parte, lo penso davvero, chi è figlio di una terra che ha una storia travagliata, composita, immensa e antica ha una marcia in più. Ho tre figli, due per parte di madre con origini fieramente siciliane, l'ultimo con la mamma orgogliosamente della Lucania.Per un genovese con origini Friulane è un bel colpaccio.
      Ora, tornando alle cose serie... non vedo l'ora di leggere il tuo romanzo. Quindi, invece di perdere tempo qui con me vai a scrivere, revisionare, correggere, uff 😉

      Elimina
    6. Come disse Peppino Garibaldi al re: Obbedisco! :D

      Elimina
    7. Cazzarola, prima o poi riuscrò a conoscerti di persona. Mah, magari alla prima presentazione che farai al nord visto che otterrai il meritato successo. Vedrai, vedrai.

      Elimina
    8. Grazie per il sostegno. Ma sai che io sono un tipo schivo? Non tengo al successo, almeno nei termini di successo che di solito gli scrittori desiderano: presentazioni, applausi, essere al centro dell'attenzione, premi, critica che incensa. Mi basta scrivere le storie che mi frullano in testa e che ho la necessità di esprimere. L'unico desiderio che ho è poter vivere di scrittura. Non ricco, ma viverci dignitosamente. Ed è un obiettivo meno complicato di quel che si immagina da autore indipendente. Ma viverci solo perché il mio lavoro ruba il tempo prezioso che vorrei dedicare alla scrittura.
      Ci proverò con una comunicazione online diversa da quel che si è visto fino ad ora. Gli unici che non hanno speranze sono coloro che si considerano sconfitti prima di cominciare. Io ce la metterò tutta. Se va bene, va bene. Se non va, nel mio io non cambierò di una virgola. Voglio respirare vita e gioia, di più non serve. ;)

      Elimina
    9. La penso come te. Lo dimostra il fatto che non mi sono mai sbattuto a fare presentazioni e ho rinunciato a delle belle offerte per rispetto a chi mi ha dato fiducia la prima volta. Io credo che tu sia una persona intelligente, al giorno d'oggi non è una cosa scontata. Ti auguro di raccogliere le soddisfazioni che meriti. Un abbraccio Marco.

      Elimina
    10. Ora dopo tutta questa manfrina arriveranno allusioni su probabili tendenze omo hahahahaha

      Elimina
  7. E' sempre bello rileggerti Massimiliano. ;-)
    Comunque è verissimo che alcuni blogger abbiano una spocchia nemmeno troppo velata, ed è un peccato perché al di là di essa, alcuni di loro hanno blog veramente interessanti e ricchi di spunti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Raffaele, grazie, vale anche per me. Sì, ci sono quelli che peccano di presunzione, ma se c'è valore rientra tutto nelle caratteristiche delle varie personalità, è accettabile. I peggiori, quelli che mi stanno francamente sui coglioni, sono quelli che si mettono in cattedra e ti leggono la vita. I signori:"È così punto e basta." Lì non c'è cultura che tenga, sono umanamente stupidi.

      Elimina
  8. Oh.... era ora che ti rifacessi vivo!!!!!
    E poi per scrivere simili illuminanti facezie! prrrrr
    Grazie innanzitutto.
    Poi, hai ragione su tutto. Sul buttarsi e vedere come va; sul cercare (almeno) di ascoltare e capire; sull'interagire; sul lasciare la porta aperta al dialogo sempre e comunque.
    Purtroppo pratiche poco diffuse. Anzi, meno si sa e più si detta legge ;)
    Io aggiungerei anche di moderare certi termini che decisamente sono anche offensivi. Se altre persone hanno idee opposte alle mie non devono per forza di cosa aver torto.. o no?
    Eppure capita anche questo.
    Come capita quello he segnala Pirkaf: la spocchia eccessiva. Beh.. si gira al largo, al limite.
    Adesso però ti saluto, vado a prendere la lente d'ingrandimento e vedo se ne trovo anche qui di spocchia ahhahahahahhahahahahahahahahaha
    E non fumare che ti fa male!!!!!!!!
    ps vado ad accendermene una :)
    Bacione!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecchecavoli, è vero, latito, però dai ogni tanto ci sentiamo io e te. Chie a Zena a lè 'ncasin.
      Per il resto, va bene tutto, come dici tu si può sempre girare al largo. Nominarti è più forte di me, mi hai scaldato il cuore in tante circostanze. Fumma fumma che a fa ben hahahaha io le brucio che è una bellezza.
      Bacione anche a te.

      Elimina
  9. Io credo che prendersi il meritato tempo per godersi gli affetti e la vita vera, restituisca al blog l'essenza del suo autore, quindi sia solo un beneficio. Di questa decisione quindi mi congratulo con te. Che poi per seguire gli insegnamenti del jolly i calendari editoriali sono belli da reinterpretare con il: pubblico quando ho qualche cosa da scrivere, concetto pieno di libertà ed emozione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Nadia, è sempre bello trovarti qui, in questo blogghetto. Per il resto anche tu sei una persona a tutto campo che si destreggia tra famiglia, lavoro, passioni. Credo che sia la tua carta vincente.

      Elimina
    2. Vero, Nadia. Anche io ultimamente ho sgarrato rispetto al calendario editoriale. Il giovedì un tempo era un diktat,ora un'indicazione per non scivolare nell'anarchia assoluta: come il lunedì e il mercoledì vado a yoga, il giovedì aggiorno il blog. Se non ci riesco, lo faccio il giorno prima o il giorno dopo. :)

      Elimina
    3. Credo che l'unica regola sia quella dei ritmi circadiani della nostra mente e del nostro corpo, tutto il resto è una forzatura. Quando è possibile bisogna assecondare l'estro personale. Purtroppo il lavoro, la vita, i problemi... Quando una cosa come il blog diventa gravoso e non soddisfacente dal punto di vista emotivo... meglio lasciar perdere. Per adesso io ancora mi diverto.

      Elimina
    4. Bravissimi, se diventa forzatura è controproducente, e perso l'entusiasmo tutto rischia di appiattirsi. Proprio per salvaguadarci interviene il jolly a sussurrare di fare con la giusta sintonia quel che c'è da fare.
      Spesso Max, mi sono chiesta cosa ci stia a fare in questo mondo di blogger così ben nutrito, con tante cose interessanti da dire... la tua ultima frase mi fa ben sperare di aver mostrato che sia il giusto presentare la propria personalità.

      Elimina
    5. Sì, e lo ribadisco, è la tua forza. Diciamo che tendenzialmente il mondo femminile è così, a parte rari casi, tristissimi casi di doppiezza, siete più disposte a uscire fuori per come siete. Sarà perché la Donna ha talmente tante cose cui pensare, come figlia, madre, moglie, compagna, che deve essere necessariamente concreta. Noi maschietti abbiamo sempre la tendenza a costruirci sovrastrutture e corazze, che si parli di cultura o di sport si percepisce sempre quell'atteggiamento infantile tipo gara a "chi ce l'ha più lungo".

      Elimina
    6. 😂😂ah che mondo!... eppure anche voi uomini quando vi levate le corazze siete capaci di apprezzare il profumo del fiore e la bellezza dei sentimenti e siete preziosi. Grazie per le tue belle parole.

      Elimina
    7. Grazie a te Nadia per questi interventi, belli davvero. Per concludere, non mi vergogno ad ammettere che quel poco di buono che c'è nella mia personalità lo devo a delle Donne.

      Elimina
  10. Ciao massi ben tornato! Pungente, diretto come sempre!
    A volte c'è chi crede di essere sapiente, ma molto spesso la sapienza va di pari passo con l'umiltà di ascoltare ed imparare da chiunque, perché tutti noi siamo in grado di insegnare un qualcosa, la cosa difficile è saper imparare.....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Francy, beh noi nel nostro ambiente ne conosciamo alcuni di sapientoni tutto dire e poco fare. Grazie per il tuo bel commento.

      Elimina
  11. Leggerti è come bere una limonata fresca sotto al sole di agosto, Massimiliano! Ohhh, finalmente, qualcuno che lo dica: ma che vanno cercando i ciccionissimi e buddhaiosi onnisapienti che blaterano di tecnica, stili, argomenti, tracciati... Ma sai quante volte me lo son chiesta? Io poi che di tecniche e robe fantastiloscientifiche non ne so veramente nulla e mi sento sempre un pescilino fuor d'acqua piccolo piccolo che non riesce neppure ad alzare la testa davanti ai guru della scrittura - mi sto fomentando perchè negli ultimi tempi ad una mia amica è partito il ghiribizzo di far leggere una mia cosa ad uno di questi suppongo luminari e... uuuuuuàààààà giù con una sfilza di consigli e salamelecchi su come potrei o non potrei ma se voglio (che poi, l'aveva veramente letto il racconto per intero che non sapeva manco come andava a finire?...che poi, che significa: "devi distanziarti dal punto di vista lungimirante del co-protagonista"???); ma essendo io una educata ho ascoltato fino alla fine ed ho pure ringraziato; ma avrei tanto voluto concludere: te lo senti solo tu, eh, buddhaiolo dei miei stivali... Non avevo tuttavia ancora letto il tuo post, e quindi il buddha non mi sarebbe mai sovvenuto ehehehehehhehehe -.

    Per il resto, ogni tanto il blog è giusto che si riposi ed è sacrosanto riprendere i propri ritmi interiori: quelli più intimi e che lambiscono la nostra vita e gli affetti più cari. Io oramai latito spesso, ma i bambini crescono e le attenzioni da dedicare loro aumentano. Si fa come si può, sopratutto come ci rende più felici.

    La felicità è tutto quello che ci fa respirare bene. E tutta la vita è fatta di respiro.

    Ti abbraccio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oh cavoli, nella vita mi hanno accusato di tutto meno che di essere una limonata 😉 Scherzi a parte, grazie davvero, è bello trovare corrispondenza quando si gettano pensieri così, a casaccio. Per il resto, facciamoci una bella risata, i Buddha esistono ed esisteranno sempre. Noi invece siamo formichine che piano piano si fanno strada, operosi, generosi, e proteggiamo i nostri. Un bacione grande a te e alla tua tribù.

      Elimina
  12. Lo dico spesso: troppi guru, e soprattutto troppa gente che li segue. Se dai retta a loro passi le giornate a fare tutto tranne che a scrivere. E non di rado mi dico: "Adesso pure io passa a fare il guru: se non lo faccio io!".
    Invece lascio perdere e torno a scribacchiare (e a leggere) :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bravo Non indulgere in tentazione rimani una voce fuori dal coro. Poi, con calma, a cose fatte, tra qualche hanno, scrivi della tua esperienza di auto editore. Lì sì che potrai a buon diritto insegnare qualcosa. Per il resto... tutte ste chiacchiere da parte di chi parla invece di fare, tutti sti giudizi, massime e consigli hanno un po' scassato i coglioni, come direbbe la mia solita vicina di casa cafona (brutta gente nel mio palazzo 😉)

      Elimina
  13. E come al solito caro Max dici quello che pensi in modo diretto e senza peli sulla lingua, è vero i guri dicono la loro, ma a noi basta scribacchiare le nostre storie perché sono vita! Un abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma sì Giulia, tanto noi scribacchiamo e diamo voce ai nostri sogni. Qualcosa succederà.

      Elimina
  14. Mi trovi del tutto d'accordo. Della serie: consigli? NO grazie, mi diverto di più a sbagliare da solo ;D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma infatti Ivano, si legge, si scrive, ci si mette in gioco anche pubblicando cose non alla moda, si persevera, ognuno con lo stile che più gli confà. I censori, i recensori malevoli, i "guri" (belin mi piace) li preserviamo e li tuteliamo. Sono importanti come le scarpe strette, sai la gioia quando te le levi? Hanno una loro funzione 😉😉😉

      Elimina
    2. ahahahhaahhahahaah ma quanto siete cattivelli ragazzi!
      A Ivano: da sola sbaglio meglio :)
      A Max: le scarpe strette (o col tacco 12 ;) ) non si levano. Si buttano alla sera!!!!

      Elimina
    3. Belin Patri... si buttano? Ma io son genovese, ou, non si butta via niente hahahahaha

      Elimina
  15. Io ho smesso di scrivere di scrittura da un punto di vista tecnico, ma lo faccio da un punto di vista sociologico. Questo perché, a mio avviso, certi argomenti ci rendono tutti uguali. Un blogger(ma anche una persona, nella vita quotidiana) per essere se stesso deve trovare parole proprie. Scopiazzarsi a vicenda non ha senso. :)
    P.s. Grazie della citazione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, io non l'ho mai fatto, di affrontare l'argomento dal punto di vista tecnico intendo, ho però parlato di scrittura legata all'essere piuttosto che al gioco di stile sia dagli albori del mio blogghetto, proponendo vicende, raccontini, episodi di vita o quant'altro. Diciamo che l'ho sempre presa alla lontana mettendomi in gioco narrando, per fortuna molti lo hanno capito. Nella sezione "post inutili" in alto a destra ci sono numerosi esempi di ciò che intendo.
      La citazione del tuo viaggio in compagnia del Jolly ci stava tutta.

      Elimina
  16. Ognuno deve sentirsi libero d'esprimersi come meglio crede e sono d'accordo con te.
    Saluti a presto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Vincenzo. Sì, è proprio così. Saluti anche a te, a presto.

      Elimina
  17. Concordo con te riguardo a certi autonominati guru del web, per fortuna tu amico mio sei lontano anni luce da loro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Nick, grazie. Credo di sì, ma vale anche per te che fai la tua lotta per emergere senza calpestare nessuno, anzi promuovi a più non posso il lavoro altrui.

      Elimina
  18. Bella botta! Mi sei piaciuto. Scrivi come piace a me, senza fronzoli tirando al sodo e se ci scappa qualche parolone ben ci sta. Non sono d'accordo su un punto. Io non scribacchio per fare un favore personale al sottoscritto, ma perché avendo pubblicato qualcosa mi andrebbe di farlo ancora, senza scucire una breccola naturelment. Certo se dicessi che scrivo per i miei venticinque lettori fregandomene di me stesso direi una cazzata: scrivo -e dipingo- innanzitutto per me, poi per chi vuole leggere e vederseli i miei quadri. Ma non ho fatto mai pubblicità a quel che scrivo come fanno certi tromboni che pare che solo loro sappiano tenere una penna in mano. E quanti romanzi hai pubblicato? In quante lingue sono stati tradotti? E quanti milioni di copie ne hai vendute? Mai una risposta, però....però certa gente non sa scrivere e viene pubblicata perché amica degli amici -anche verissimo- e non sanno scrivere una beata mazza e fa tutto l'editor...e sembra ci credano...mentre questo gioiellino che ho appena finito di scrivere chissà se me lo pubblicano...e cavolate di questa solfa. Il web ne è pieno che sembra proprio non abbiano niente altro da fare che rompere le palle.
    Bene. Non mi ripeterò, ma mi è piaciuto l'articolessa che hai scritto. Volevo fartelo sapere. Magari ripasso. Ciao.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Vincenzo. Devo dire che il tuo intervento mi colpisce molto, non tanto per i contenuti che condivido, più che altro per lo stile molto diretto. Bene, bene. Sono contento che ti sia piaciuto questo articoletto (anche articolessa va bene, eccome se va bene). Ho visto i tuoi quadri grazie a un post di Nicola Pezzoli, notevoli. Ti ringrazio due volte: per il commento sul mio blogghetto e per l'opportunità di conoscere il lavoro di un artista che non ho mai avuto modo di apprezzare. Se ripassi sono contento, se non lo fai leggi qualche altra cosa di mio e almeno pensami. A presto.

      Elimina
    2. Ripasso, ripasso. Quando trovo qualcuno originale, che ci mette del suo, che mi sconfinfera non lo lascio andare via.
      I quadri postati da Pezzoli -me lo ricordo ancora quel bell'omaggio- erano buoni. Faccio sempre una selezione durissima, secondo il mio personale gusto e giudizio se capiss, eliminando le croste. E mi compiaccio di quel tuo "notevoli". OK, ci siamo capiti. Alla prossima.

      Elimina
    3. Grazie Vincenzo, grazie davvero, sicuramente ci metto del mio, in quanto all'originalità... bah qualcuno storce il naso quando pubblico le mie facezie.
      In merito ai quadri devo dire che non sarei in grado di esprimere giudizi qualificati, ma mi permetto di dire la mia sull'impatto emotivo che mi procurano, quindi ti rinnovo il mio apprezzamento, per quel che vale. Un salutone.

      Elimina
  19. Quanta saggezza nelle tue facezie! Mi soffermo su una frase: "...di quanto siano tutti assolutamente inadeguati rispetto ai grandi della letteratura." Dopo Maradona nessuno dovrebbe più giocare al calcio. Dopo Dalì nessuno dovrebbe più dipingere. Dopo Dostoevskij nessuno dovrebbe più scrivere. Ma noi siamo incoscienti e ci proviamo, alla faccia dei guru (o guri). Grande Max!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Belin Robi, saggio no 😉, sono un cazzaro che ogni tanto dice la sua. Per il resto... sì, ci proviamo, eccome se ci proviamo. Incoscienti ma consapevoli ci proviamo. Mi fai un grande piacere quando passi da queste parti. Un salutone a te portentoso scrittore.

      Elimina
  20. C'è chi ce l'ha e chi no, il dono di saper scrivere intendo.
    Sei sobrio? Ho bisogno di un aiuto : non riesco ad aggiungere il widget dei commentatori al blog, puoi aiutarmi?
    Grazie.
    Cristiana

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ussignur, cose tecniche... passo da te Cristiana, mò arrivo.

      Elimina
  21. Dai subito una medaglia alla tua vicina di casa :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hahahahaha, non mancherò
      Un salutone Andrea, grazie.

      Elimina
  22. E poi non perdete tempo a leggere chi scrive tanto per muovere le dita sulla tastiera. Il tempo è poco e i libri belli sono tantissimi!

    RispondiElimina
  23. In fondo, perché ergersi a maestri? Hai perfettamente ragione!
    Io da parte mia posso solo esprimere opinioni del tutto opinabili (bisticcio voluto).
    Sempre bello leggerti, Max.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Luana.Vero. Nel tuo caso è paradossale il fatto che chi come te addirittura possiede i titoli e non solo le competenze per poter dire la sua, cerchi di mantenere, al contrario di altre autoniminate "fonte di sapere",un atteggiamento costruttivo e propedeutico, mai sancitorio.
      Grazie per il bel complimento, lo prendo come una carezza.

      Elimina
  24. La tua descrizione dei Buddha ciccioni mi ha fatto sbellicare dalle risate! XD Aggiungerei chi predica bene e razzola male, ovvero finge di disprezzare la modernità, e poi è sempre in tv a impartire consigli per gli acquisti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ottima aggiunta Cristina. Per il resto... povero Buddha, gli fischieranno le orecchie per tutte le volte che viene evocato 😉

      Elimina
  25. Gli scrittori ciccio-Buddha è un'immagine geniale e perfetta: te la devo rubare, in qualche modo :-D
    Complimenti per il pezzo ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Lucius, sono proprio un zuzzurellone, per non dire altro. Grazie per complimento.

      Elimina

I commenti sono graditissimi, nessuna opinione verrà censurata. Grazie a chi avrà voglia di lasciare un segno del suo passaggio