scrivere per vivere vivere per scrivere

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La lettura di tutti i buoni libri è come una conversazione con gli uomini migliori dei secoli andati. (René Descartes) ********************************************************************************************** USQUE AD FINEM

giovedì 14 dicembre 2017

Il margine dell'alba - di Mariangela Cerrino


Desidero presentarvi un romanzo storico dell'autrice Mariangela Cerrino:
IL MARGINE DELL'ALBA (Golem Edizioni)

La storia è ambientata nel '500, lo sfondo è quello del drammatico scontro tra cattolici e riformati. L'azione principale  si svolge nelle valli e sulle montagne a cavallo delle Alpi, un vero e proprio esempio di tentativo di quella che oggi viene definita "pulizia etnica" a danno della comunità Valdese. Stragi e uccisioni di massa, persecuzioni, devastazioni, il tutto visto con l'occhio di alcuni protagonisti che vedono lo stravolgimento delle loro esistenze. Personaggi realmente esistiti e fatti accaduti si confondono con naturalezza tra i personaggi nati dalla fantasia dell'autrice. Alla fine, tutto ciò che rimane è la vicenda umana dei protagonisti così magistralmente narrata dall'autrice.

«È così che ti prende. All’improvviso. E ti accorgi di non essere più
dove sei, ma da qualche altra parte, lontano, e vedi il tuo corpo di sangue
aspettare la tua anima, che fugge, a cercare cose che i tuoi occhi non
sanno più vedere… La tristezza è l’ombra di una nuvola su di un prato
fiorito, in un giorno di festa. O il gelo del buio, sul margine dell’alba.»

Uomini e donne che lottano per la libertà di pensiero, altri che utilizzano il simbolo di Cristo come pretesto per annientare coloro che non vogliono allinearsi. Storie d'amore che tentano di sopravvivere nonostante tutto, uomini di fede e d'arme che senza remore si lanciano incontro alla morte in nome dell'onore o degli ideali.

«Sei uno dei pochi che non si fa comprare, né con la ricchezza né con il potere. In questo nostro tempo dove tutto ha un prezzo, persino la salvezza dell'anima, io trovo questo fatto un evento straordinario.»


Come me vi innamorerete di personaggi come il terribile e controverso capitano Lacazette (il veramente esistito Jean Louis Arlaud, conosciuto come capitano Lacazette), del magnifico Etienne de Villard barone des Allards, delle meravigliose protagoniste femminili Félicienne Borel e Eliselle Combin, come di tutti gli altri.

«Mi piace pensare che il Paradiso possa essere soltanto questo: il luogo più caro del cuore, al fianco di quelli che hai davvero amato. Null'altro. Forse la vera fede è soltanto amore.»


La scrittura di Mariangela Cerrino è potente, evocativa, trasuda amore per i luoghi delle sue origini famigliari: la Val di Susa, il Piemonte in generale, le Alpi marittime ma anche la Savoia. Terre aspre, e al contempo rigogliose e fiere, che nello scacchiere politico religioso dell'Europa del XVI° secolo hanno vissuto una delle pagine più brutali legate all'intolleranza religiosa.

"I ricordi che non si possono cancellare sono tra i nemici più pericolosi. Fanno nascere le leggende e divampare le rivolte."

I parallelismi con le vicende drammatiche che scuotono i nostri giorni sono molti. L'odio e l'intolleranza, a quanto pare, sono il segno di quanto poco l'essere umano abbia imparato dalla storia.

Sinossi

Anno 1540. Sullo sfondo di un’Europa lacerata dall’eterno scontro tra Francia e Spagna e dalla contesa tra cattolici e riformati, si intrecciano le vite di Jean Louis Arlaud e di Etienne di Villard. Il primo, figlio di un notaio di Oulx, ha come unica aspirazione quella di combattere e guadagnarsi il potere e la nobiltà; il secondo, ultimo erede di una famiglia valdese distrutta dall’Inquisizione, è stato cresciuto come un cattolico, ma è sempre accompagnato dall’ombra del sospetto, da un’inestinguibile sete di giustizia e dal suo spirito di tolleranza, che lo rende estraneo alle ambizioni dell’amico.
Ma quando gli equilibri si spezzano, si accendono i roghi e le persecuzioni sfociano in un’aperta guerra di religione, Etienne dovrà compiere una scelta e trovare la sua strada, la sola che Jean Louis, ormai conosciuto come capitano Lacazette, non può e non vuole percorrere.
Tra emozioni, scontri, patti e tradimenti, mezzo secolo di storia, luoghi vissuti, memorie da non dimenticare e personaggi artefici del proprio destino.
Il margine dell'alba è un romanzo che mi sento di consigliare a tutti. L'ennesima prova della bravura di una delle autrici più complete e poliedriche del panorama editoriale italiano: Mariangela Cerrino.

Per informazioni sulla vastissima produzione letteraria di Mariangela Cerrino cliccate QUI per accedere a wikipedia, oppure QUI per visitare il suo sito personale. QUI per acquistare subito il libro.

© 2017 di Massimiliano Riccardi

giovedì 30 novembre 2017

Insieme Raccontiamo. Really want to be with you





Con piacere partecipo al gioco di Patricia Moll che con il suo Myrtilla's House ha lanciato questa bella iniziativa di aggregazione: "Insieme Raccontiamo". Edizione 27 


Patricia scrive un incipit e noi aggiungiamo un finale.
QUI le regole del gioco e la descrizione dell'iniziativa-
Spero di darvi qualche istante di divertimento con questo mio raccontino.


 Il suo incipit
Si stava preparando il caffè pensando a cosa avrebbe dovuto fare per sistemare una determinata questione. La tivù era accesa come sempre, un sottofondo che ormai quasi non sentiva più.
Improvvisamente il volume audio si alzò in maniera assordante. Si voltò. La tazzina le cadde dalle mani.
C’era una sua foto sullo schermo. Una foto di tanti anni fa, quando ancora era una ragazza piena di speranze e carina.
“Vi mostriamo la foto della ragazza scomparsa. Chiunque la vedesse è pregato di rivolgersi alle Forze dell’Ordine. Ricordiamo che è introvabile da ieri pomeriggio e che al momento della sparizione indossava blue jeans azzurri, felpa rossa con la scritta bianca my sweet love, scarpe da ginnastica blu. Risponde al nome di….”

Il mio finale

Non ascoltò altro. Conosceva benissimo quel nome. La televisione tornò a trasmettere a volume basso. Altre immagini. Decise di spegnerla.
La donna si chinò a raccogliere i cocci caduti.
In silenzio.
Grosse lacrime lambivano le palpebre arrossate. Quando alla fine presero a scendere sulle guance, lo fecero lentamente. Calde, consistenti. Attraversando il corridoio che dalla cucina portava alla camera da letto, si soffermò a guardarsi nello specchio che sovrastava una vecchia consolle in legno. Non era più la bellezza di venticinque anni prima, ma restava sempre una bella donna, per quanto le rughe amare di espressione rendessero il volto più cupo, quasi dolente.
Giunta in camera si spogliò davanti all'ennesimo specchio dell'armadio e si coricò a letto. La fitta al petto che l'aveva accompagnata tutto il giorno si fece prepotente. Non ebbe paura. Aspettò.
Di nuovo la televisione prese vita. Una vecchia canzone risuonò a tutto volume. Ancora una volta non si spaventò. Portò le mani al petto e premette con tutta la forza. Sentì una pressione delicata sul dorso delle mani. Aprì gli occhi.
Sua sorella era lì accanto a lei, seduta sul bordo del letto. Bellissima. Giovane.
La sua gemella.
«Ti ricordi quanto ci piaceva cantare quella canzone?»
La donna disse di sì con un cenno del capo. Il dolore al petto era svanito.
«Ti ricordi come ci arrabbiammo quando facemmo stampare la scritta sulla felpa e ci ritrovammo scritto love invece di Lord?»
La donna sorrise per quell'equivoco che poi, invece, le aveva divertite
«Vieni con me, andiamo.»
Tenendosi per mano si avviarono. Lo sguardo della donna cadde sull'immagine riflessa sullo specchio da camera, vide due ragazze identiche, ambedue indossavano una felpa rossa con la scritta bianca "my sweet love". Subito dietro, nel letto, il corpo sdraiato di una donna più matura. Il volto sereno, le rughe di espressione distese in un lieve sorriso.
Le note di My sweet lord continuarono a riempire la casa, la voce di George Harrison intonava dolcemente … I really want to see you
Really want to be with you
Really want to see you, Lord

But it takes so long, my Lord...


© 2017 di Massimiliano Riccardi

mercoledì 15 novembre 2017

Tutto è tenebra


Con grande piacere annuncio che il mio secondo romanzo ha visto la luce. Quando in una casa nasce una nuova vita, non si può che gioire. Per quello che mi riguarda ogni libro è come un figlio.

TUTTO È TENEBRA 
Edizioni Cinquemarzo

Titolone altisonante, direte voi. Dovrete perdonarmi 😉
Mi è piaciuto da subito, anzi, è proprio partendo dal titolo che la storia ha incominciato a svilupparsi nella mia mente. Chi mi conosce come autore sa bene che amo descrivere personaggi che non sono mai del tutto eroi come non sono nemmeno assolutamente cattivi. Questo per quello che riguarda i protagonisti principali. Il male, così come la cattiveria, esiste, ovvio, ma a fare da contraltare c'è anche l'amore, esistono l'amicizia e l'abnegazione, e tutto quel corollario di spinte motivazionali che fanno dell'essere umano qualcosa di bello.
Come adoro fare, e come feci a suo tempo per Joshua, ho voluto tratteggiare le caratteristiche di uomini e donne che sono nel bel mezzo di quel confine che separa la luce dalle tenebre. Parlo di lotta, racconto di tormenti, narro d'amore. Ovviamente in chiave di romanzo assolutamente d'evasione. Ho cercato di non calcare la mano sugli aspetti più truci della storia, ho privilegiato i protagonisti. Anzi, questa volta mi sono lasciato prendere la mano e ho voluto esplorare i territori della narrativa di genere, più thriller con una bella impronta noir che non guasta. Forse chi ha letto Joshua troverà meno pathos, forse, ma sicuramente troverà interessanti le dinamiche umane che ho tentato di sviluppare. Ho ripercorso i sentieri del midwest che già avevo esplorato, ho riconosciuto i luoghi che ho amato, ho capito che avevo ancora qualcosa da dire in merito alle vicende di uomini eternamente in lotta contro il male, ma soprattutto sugli esseri umani immancabilmente in contrasto con la parte oscura del loro essere.
Spero possa piacervi questa ulteriore digressione sui sentimenti, sull'odio e l'amore, la violenza, ovviamente tutto in chiave avventurosa e assolutamente mirata a intrattenere piacevolmente. Spero.
Questa è la quarta di copertina del romanzo:

Una caccia al killer si rivela un gioco delle scatole cinesi: narcotrafficanti, servizi segreti, polizia, agenti federali, fanatici religiosi, logge segrete... Tutto appare confuso. L'amore e l'abnegazione sono le caratteristiche di alcuni poliziotti che scoprono a loro spese il labile confine tra legge e giustizia. Da che parte stare? Scegliere tra la luce o le tenebre, oppure decidere di percorrere quella lunga linea grigia anche a costo di rinunciare a se stessi?

Il romanzo è stato scritto nel 2016, mi dispiace di non aver calcato la mano su aspetti che si sono rivelati quasi premonitori. Ci sono dettagli della narrazione che evocano personaggi attualissimi della politica internazionale. Vai a sapere…
Adesso la palla passa a voi lettori, a voi il compito di far crescere il pargolo e di sostenere il suo papà. La casa editrice è piccolina ma prestigiosa, ci saranno problemi e attese nella prima fase di distribuzione, ma voi tenete duro, comprate, prenotate, siate vicini a questo "scribacchino" agli esordi.
L'unica cosa che mi auguro di cuore è di riuscire a intrattenere piacevolmente chi leggerà il mio romanzo, quindi non posso che augurare a tutti un buon divertimento con
TUTTO È TENEBRA 

Il romanzo si può acquistare prenotandolo nella vostra libreria di fiducia oppure nei bookstore on line
 QUI sul sito di LaFeltrinelli, QUI su Amazon, QUI su ibs.it, QUI su LibreriaUniversitaria.it, QUI su Hoepli.it, QUI su libroCo, QUI sul sito della casa editrice Edizioni Cinquemarzo, QUI su Unilibro. Presto sarà anche su Mondadori.

Fine della tiritera promozionale. Adesso aspetto il vostro parere dopo la lettura di Tutto è tenebra.

Ah, a proposito, se volete farmi un regalo inviatemi una foto con il libro acquistato, sarò felicissimo di inserirla nel mio sito, se siete timidi basta una mano che lo sorregge (quindi occhio alla manicure 😃 )

 -- Aggiornamento post del 21 novembre 2017---
Booktrailer preparato artigianalmente da me, la fantastica colonna sonora composta e regalatami dal grande Salvatore Anfuso


© 2017 di Massimiliano Riccardi

domenica 10 settembre 2017

Insieme Raccontiamo 24. Le scogliere di Moher




Appuntamento numero ventiquattro con Insieme raccontiamo

Il gioco di Patricia Moll compie due anni ed è sempre una grande gioia partecipare.
Per ricordare le regole vi rimando QUI, più brevemente, rammento a chi non conosce il meccanismo che Patricia lancia un incipit, e noi proseguiamo il racconto con un finale a tema libero.
Questa volta mi sono lanciato  con un tipo di argomento che mi garba molto ma che difficilmente tratto. Giudicate voi il risultato. Ho preparato tutto oggi in fretta e furia, ultimo giorno utile per giocare con voi. Non potevo mancare.
Mi scuso con tutti gli altri blogger per la mia latitanza, ma come ho spiegato nel post precedente sono giorni pesanti.
Rimedierò e mi farò perdonare.

L'incipit di Patricia:



“Ci son strade che portano ovunque
Ci sono incroci che portan lontano
Ma quando vedrai
un cervo che scappa
un serpente che attacca
e di un uomo le gambe soltanto
saprai che sotto al varco dovrai passare
e il pericolo andare ad incontrare.” 
Ok! Poteva andare bene e incominciò a spedire gli inviti.



 Il mio finale:

I giorni trascorsero lenti. Tempo sospeso.
Attese l'ultima risposta prima di aprire tutte le lettere giunte.
Quando fu il momento lesse. Lesse tutto lasciando al cuore e all'anima il compito di interpretare.
Riprese in mano una delle missive che l'aveva maggiormente colpita:
"Danza laggiù sulla riva,
perché ti dovresti curare del vento o del ruggito delle acque?
Libera i tuoi capelli umidi di salsedine.
Sei troppo giovane per aver conosciuto il trionfo dello sciocco o l'amore perduto non appena conquistato, o la morte del miglior lavoratore mentre tutti i covoni sono ancora da legare.
Perché dunque dovresti temere il mostruoso gridare del vento?"

La donna si alzò. Avvicinandosi alla finestra, scorse subito oltre l'agitarsi del mare, percepì il soffio impetuoso del vento. Il mare scuro si abbatteva sulle scogliere di Moher.
Lei, l'ultima Caileach, l'ultima maga d'Irlanda aveva appena scelto chi avrebbe continuato la missione.
La scelta era caduta su colei che non aveva fornito risposte, sull'unica che immaginava altro e altrove, e che poneva soltanto domande.

La battaglia contro la Primavera poteva ricominciare, la superbia dell'uomo doveva essere mitigata. Un nuovo Inverno sarebbe giunto. Implacabile, a ricordare che la Grande Madre Terra esigeva rispetto.



© 2017 di Massimiliano Riccardi

domenica 27 agosto 2017

A volte ritornano. Revanscismo del caxxeggio e restaurazione dei post inutili, ovvero scapigliature letterarie


Sacripante! 😄😄😄 Estate lunga, dura, durissima, ma ritorno a bloggheggiare 😂😂😂😂.

Al lavoro ci è stato chiesto di coprire i vuoti dati dalle assenze di personale, e noi … inde(fessi) abbiamo risposto al richiamo del dovere. I giovani non vengono assunti e i vecchietti come me devono per forza di cose sopperire. Non mi lamento, si badi bene, il mio lavoro è quanto di più bello esiste al mondo e mi gratifica. Il problema sono i turni e le notti insonni quando non si hanno più vent'anni (nemmeno trenta e i quaranta si sono superati da un bel pezzo 😄). 


Mettiamoci poi le solite cose comuni a tutti: questioni familiari da portare avanti, figli in primis; progetti di scrittura; caldo feroce e sfibrante.
Va bene! Ottobre arriverà e sarò in ferie. Sì, perché settembre proseguirà più o meno con gli stessi ritmi.
Due mesi lontano dal blogging. È stato un bene? Boh 🙄
Sicuramente un po' di nostalgia l'ho avuta.
Per fortuna ho mantenuto molti contatti extra blog.
Voglio ringraziare chi ha avuto un pensiero per questo vecchio cinghiale nel corso dei mesi appena trascorsi: il buon ArianoGeta che è passato a trovarmi: PGreco (Paolo), del blog la nostra Libreria, con cui ho chiacchierato ogni tanto; la buona Marina Guarneri che addirittura mi ha mandato una cartolina; la meravigliosa Patricia Moll con cui da tempo interagisco con grandissimo piacere; Tiziana Balestro; Anna Maria Fabbri. Spero di non aver dimenticato qualcuno, ma sicuramente sarà così, pardon.
Poi ci sono stati i blogger che, nonostante la mia assenza, hanno voluto dedicarmi un Liebster Award. Quest'anno sono stati ben cinque, quindi grazie alla super Cristina Rossi, al buon vecchio enciclopedico Ivano Landi, al simpaticissimo e tremendo Cassidy del blog La Bara Volante, alla buona e brava Silvia Algerino del blog Lettore Creativo, alla dolce Tiziana Balestro del blog La voce di Calibano. Mi riservo di proseguire il meme quando avrò un po' di tempo, ma molti dei miei preferiti sono già stati nominati da altri.

Bene. Fine degli sproloqui augurali per questo nuovo inizio. Infinitesimale torna.
Qualcuno si toccherà scaramanticamente ciò che ha di più caro 😄 pensando ai miei interventi prolissi e logorroici sui rispettivi blog.
A presto. Un abbraccio a tutti i miei colleghi blogger e a tutti i visitatori che non mi hanno mai abbandonato: più di cinquemila visite a blog fermo non sono poche.


Tremate! Il caxxeggiatore è tornato. 

venerdì 30 giugno 2017

Insieme raccontiamo edizione 22


Nuovo appuntamento con il gioco di Patricia Moll.
Patricia lancia un incipit e noi proseguiamo. Limite di trecento parole e nessun limite alla fantasia e alla voglia di divertirsi.
QUI il link di lancio per questa 22ª edizione.


Questa volta mi butto a capofitto nel caxxeggio più puro. Spero di strapparvi un sorriso. Io mi sono senz'altro divertito a giocare con le parole attribuendo significati a concetti che faranno arricciare il naso ai puristi della matematica. Ovviamente lo scopo è giocare e raccontare: insieme raccontiamo no? Lasciatemi scherzare un po' e fatemi passare la "licenza...  poetica".

L'incipit di Patricia


Si sedette sul divano col personal sulle ginocchia.
Finalmente un po' di pace. Nessuno tra i piedi, silenzio, la coca fresca accanto e..... pace, appunto!
Però qualcosa non andava. Lo schermo del pc pareva  vivere di vita propria. Prima  di uno strano colore rossastro, ora era pieno di stringhe di codice che continuavano a scorrerle davanti agli occhi senza fermarsi. E non lo aveva ancora acceso.
Improvvisamente, parole di senso compiuto comparvero in mezzo alle stringhe insieme ad un brontolio strano che parve uscire dallo schermo. Parole incomprensibili..… come se fossero in un’altra lingua.
Si avvicinò al monitor per leggere ed ascoltare meglio e…

Il mio finale

Una vera esplosione di luci e suoni cacofonici fece indietreggiare con violenza il povero ragazzo. Si portò le mani alle orecchie e nascose il volto tra le ginocchia facendo cadere a terra il personal (le lezioni di ginnastica artistica pagate da mamma e papà tornavano sempre utili).
Poi il silenzio.
Nuovamente immagini e frame a velocità incredibile, ipnotiche.
Il silenzio fu rotto da una voce cavernosa, a tratti crudele, la sensazione che venisse dalle profondità di una caverna era avvalorata dal rumore amplificato e  liquido di acqua che scorre lungo le pareti e di occasionali gocce che cadono.
«Sono il Dio della solitudine! Il custode delle anime che si sfiorano ma che non si incontrano mai! IO SONO ASINTOTO, e tu sei entrato nel mio regno. Inchinati».
Il ragazzo fece per controbattere, poi una forza primigenia lo spinse alla sottomissione. Chino e umile offrì in dono al Dio le sue patatine Pringles, le sue barrette di cioccolata.
«Ti offro la mia solitudine come pegno della mia fedeltà».
Il ragazzo rimase sorpreso dal suo stesso eloquio. Non parlava così, non aveva MAI parlato così.
«E fai bene! Perché io sono ASINTOTO!»
Il giovane aprì la bocca esprimendo la sua adorazione con un mugolio, infilò un dito nella narice destra e prese a esplorare con passione. Un rivolo di saliva colava dall'angolo della bocca.
RRIIIIIIIINNNNGGGGGGG
La maledetta sveglia, la stramaledetta sveglia. Il ragazzo si portò una mano sugli occhi, il sole del mattino aveva già inondato la stanza. "che sogno strano", pensò. "Che senso di solitudine angosciante". Andò verso il PC che si era dimenticato di spegnere la sera prima e lo guardò a lungo prima di decidersi a premere il tasto che lo avrebbe messo a riposo.
Prese in mano il cellulare. Avrebbe chiamato Diego, avrebbe accettato l'invito per quella gita sui monti liguri in programma per oggi insieme a tutti gli amici. Finalmente. Erano mesi che non usciva di casa.
Ma nel regno della solitudine il Dio preparava la sua vendetta.
HAHAHAHAHAHAHAHA GHAAAAAAA



© 2017 di Massimiliano Riccardi

domenica 18 giugno 2017

Storie di gatti - quando la solidarietà si trasforma in azione


È molto raro che io presenti libri nel mio blog, questa volta è con vero piacere che offro alla vostra attenzione una raccolta di racconti, 24 racconti per l'esattezza.
Tutti scritti da autori che hanno voluto regalare un piccolo sogno di speranza alle vittime del terremoto del 2016. Ogni contributo è stato offerto gratuitamente, ogni singolo autore ha partecipato con negli occhi e nell'anima le immagini di quella catastrofe immane. Lo spirito mosso però dalla convinzione che

STORIE DI GATTI
Questo è il titolo della raccolta. Sono tutti racconti che parlano d'amore e di speranza. I protagonisti sono i gatti, i loro amici umani fanno da sfondo.
Chi ha scritto lo ha fatto seguendo l'estro personale e lo stile che lo caratterizza.
Io mi sono molto emozionato e conserverò nel cuore l'esperienza di questa lettura


Questa è la lista di tutti coloro che hanno partecipato sotto varie forme all'iniziativa:
Anna D'Alessio, Anna Maria Fabbri, Anna Lelli Mami, Barbara Businaro, Corinna Campanella, Daniele Imperi, Daniele Savi, Deborah Leonardi, Elisa Riddo, Emma Frignani, Gaspare Burgio, Giulia Mancini, Giuseppe De Micheli, Gloria Maria Magnolo, Licia Luisetto, Lucia Cabello, Marco Stabile, Maria Beatrice Venanzi, Michele Scarparo,Paolo Forte, Sandra Faè, Sandra Buttafava, Sara Gavioli, Serena Bianca De Matteis, Silvia Algerino, Stefania Lai, Tiziana Balestro, Velma J.Starling.

L'incasso delle vendite sarà devoluto alla Croce Rossa Italiana.

La raccolta ha il patrocinio dei comuni di Amatrice e Accumoli.


à QUI e QUI trovate alcuni siti dove trovare il libro (per i meno esperti basta cliccare sui vari QUI)

Propongo adesso alcuni incipit o frasi che mi hanno colpito. Preferisco offrirvi una panoramica di ciò che troverete piuttosto che annoiarvi con mie considerazioni personali che non possono che essere, ovviamente, entusiastiche. 
La scoperta del titolo dei singoli racconti la lascio a voi e alla vostra curiosità.

"In principio erano cani, lupi e un terremoto. Ora sono gatti e molti più amici."
SANDRA FAÈ

"… Il dopo terremoto come il dopo dei tanti disastri più o meno personali che
hanno colpito la mia vita come quella di tutti. E adesso gli amici gatti sono qui, in questo libro, per portare la stessa gioia a tutti quelli che lo vorranno leggere."
MICHELE SCARPARO

"Il suo nome era Scarlett ed era la rossa più maledettamente sexy che io avessi mai visto."
SANDRA BUTTAFAVA

"… Anche il bicchiere scivolò a terra, formando sul parquet una pozza rosso scuro impreziosita da alcune schegge di vetro…"
EMMA FRIGNANI

"Sto dando la caccia a un pettirosso. La coda dritta e i baffi che vibrano, pregusto il brivido del salto."
MARIA BEATRICE VENANZI

"… Da un piccolo anfratto creatosi tra i detriti fece capolino la testa di un grasso gatto persiano, il pelo folto e rossiccio. Altri calcinacci si smossero …"
DANIELE SAVI

"… Furono le uniche parole che Francesco urlò al fratello subito dopo i funerali in paese. Il terremoto aveva mietuto le sue vittime e la loro mamma non era l’unica della lista…"
TIZIANA BALESTRO

"Oggi sono nervoso.
Provo disagio, mi fanno male le ossa, ho fame e c’è un freddo insopportabile.
Questa strana atmosfera mi mette paura, non mi vergogno a dirlo."
PAOLO FORTE

"… Si tirò su a sedere e finì sul pavimento. Rotolò più volte, come se la casa fosse inclinata. Crepitii, rombi, boati si diffusero intorno e il bambino strillò, terrorizzato, mentre attorno a lui tutto crollava …"
DANIELE IMPERI

"Erano le otto di un mattino pieno di sole, la sveglia aveva già suonato diverse volte ma Vincenzo non aveva voglia di alzarsi."
GIULIA MANCINI

"… Glielo dicevano tutti i suoi sensi, mentre vagava per i campi immersi nel buio. E i sensi di un gatto randagio non sbagliano mai …"
CORINNA CAMPANELLA

"Fin dal primo istante ho capito che era Lui: Lui che mi avrebbe voluta, amata. Lui che dovevo ammaliare, irretire, convincere."
GLORIA MARIA MAGNOLO

"… In quel tempo ero solo un bambino, il più giovane dei monaci nel monastero di cui il santo Benedetto era abate …"
ANNA D'ALESSIO

"… No, umano, questo tono minaccioso non mi piace per niente, ti avviso; vedi di… ehi, per caso quello è cibo? …
DEBORAH LEONARDI

"Romeo, soriano con un occhio grigio e uno verde, la coda mozzata e le zampe troppo lunghe, era egoista. O, per lo meno, così dicevano tutti …"
LUCIA CABELLA

"I gatti lo sanno, glielo diceva sempre sua nonna, quando era piccolo ma, crescendo, l’aveva dimenticato. I gatti, diceva, vedono cose che gli uomini non vedono e sentono, anche."
LICIA LUISETTO

"Sono Buck Micio Mao, il Gatto Ufficiale di Bordo -modestamente - …"
GIUSEPPE DE MICHELI

"Carissimo nipote,
MiAO piace l’idea di scriverti questa lettera per darti qualche dritta."
ANNA LELLI MAMI

"La porta si aprì con uno schianto, spegnendo in un amen tutti gli schiamazzi e i rumori tipici di quell’ora. Due cupi figuri fecero il loro ingresso …"
MARCO STABILE

"Il gruppo degli audaci entrò nella casa diroccata, tagliando di sbieco le tenebre con la luce delle torce elettriche."
GASPARE BURGIO

"Simba sapeva di essere Simba, eccome se lo sapeva. Sapeva anche di essere il nostro Sfigatto."
BARBARA BUSINARO

"… La mia coda! L’urlo mentale fu talmente forte che Rhett balzò in piedi. Rossella continuava a guardarsi. La scarica di adrenalina fece sparire gli ultimi effetti dell’anestesia. Come può essere successo? Come, COME? …"
VELMA J. STARLING

"Gatto Bià amava starsene disteso vicino al molo, a osservare i pescatori riportare il bottino rubato al mare."
STEFANIA LAI

"La natura germogliava e colorava i prati, la vita brulicava industriosa dopo il letargo invernale."
ANNA MARIA FABBRI

"Donna Maria si stringe le mani: le dita sono ali secche di pipistrello, le nocche gonfie, le unghie artigli di chi non è più in grado di prendersene cura da solo. Borbotta un ronzio di preghiere, …"
SILVIA ALGERINO

"Frankie era brutto.
Non un brutto interessante o un brutto spiritoso o postmoderno, tipo certi quadri che sembrano brutti, ma se te li spiega uno che ne capisce diventano belli. No, era proprio brutto e puzzava anche un po’."
SERENA BIANCA DE MATTEIS

Cosa dire … COMPRATELO. Ne vale la pena.

venerdì 9 giugno 2017

Accendere una candela è meglio che maledire l'oscurità. Scelte


Leggendo il post di Marina Guarneri, che trovate QUI, mi sono sentito coinvolto. Ovvio, l'argomento figli, scelte, prese di posizione, mi tocca.
La lettura, oltre ad averla gradita, ha scatenato tutta una serie di considerazioni accessorie al punto che mi è venuta voglia di buttare giù due righe 😄😄😄 
Ovviamente sempre all'insegna dell'ironia, lungi da me prendere troppo sul serio le mie elucubrazioni
Probabilmente l'unico grande lascito che possiamo donare ai nostri figli è la forza morale di operare delle scelte. Razionali, coraggiose, oneste. Ovviamente tutto ciò prevede un duro lavoro di sostegno per permettere alla personalità dei nostri "cuccioli" di evolversi, svilupparsi, esplodere. Lo stile di vita moderno non aiuta. I filtri, la mediazione, sono tutte cose affidate in massima parte a ciò che attiene al virtuale.
Miliardi di immagini, di situazioni, colpiscono la mente di quelli che vengono definiti i"nativi digitali". Quando un concetto o un valore non è vissuto o elaborato profondamente si trasforma in una delle tante informazioni che attengono all'immaginario collettivo, ma senza sviluppo pratico. Oggi, più che mai, il lavoro del genitore è difficile. Sopratutto per noi che abbiamo dai quarant'anni in su. Siamo la generazione di mezzo tra coloro che sono usciti dalla seconda guerra mondiale e questo modo virtuale dove tutto si muove così velocemente da aver creato il fenomeno paradossale dell'immobilismo etico.
Mi vengono in mente le masse di idioti sapienti che dietro la protezione di un monitor pontificano, giudicano, colpiscono. Tutte persone istruite, addirittura colte, che spesso hanno una vita fatta di relazioni sociali quasi inesistenti, frammentarie, disorganizzate. Con orgasmi stimolati dalla digitopressione compulsiva sulla tastiera. Ma questo è un altro discorso.
Cosa significa scegliere? È soltanto formarsi delle opinioni scegliendo tra la grande massa di informazioni che i media ci forniscono? È identificare tra ciò che la grande informazione ci propone come più consono al nostro bagaglio di studi e di letture e quindi attinente al nostro corpus culturale?
Sì, possiamo affermare che spesso si tratta di questo. Dovrebbe bastare no? Sono cresciuto con dei principi, ascolto, valuto, mi formo una mia opinione, la esprimo. Tutto a posto no?
Un corno tutto a posto. Ci vuole, ci deve essere, una corrispondenza nella pratica quotidiana. Il pensiero si deve trasformare in azione. Le scelte, come i valori, devono rispecchiarsi nei nostri atti quotidiani. Ai nostri ragazzi va data la possibilità di studiare, di accrescere il bagaglio culturale, di sviluppare uno spirito critico, di essere in grado di riconoscere il barlume di vero dalla grande massa di cose verosimili. Devono imparare a essere. Ma tutto deve trasformarsi in energia cinetica. Tutto. A quel punto, della parola, preso atto dell'etimologia, mi interessa che si trasformi in eziologia di una grave forma di malanno: libertà e azione. Pratica quotidiana dello spirito indipendente, moto a luogo dei principi. Partecipazione e coinvolgimento fattivo. Come? Con la condotta quotidiana, con la costante capacità di ricercare il modo migliore di fare le cose a scuola, nel lavoro, in famiglia.
Zzo me ne frega di avere un figlio che si commuove per i terremotati se poi si comporta come uno stronzo con gli amici o i vicini di casa. Che si attiva con post sui social solidarizzando con gli immigrati se non aiuta la mamma a lavare i piatti. 'Nporta una sega che sia sostenitore di tutte le associazioni animaliste del mondo se quando incontra la vecchietta del terzo piano non la saluta nemmeno o non si offre di portarle la borsa della spesa. 

La butto sul ridere, ovvio. Esagero. Chi mi legge spesso sa che non riesco ad essere serio per più di due paragrafi.
Probabilmente ho raccolto in poche righe una tale massa di luoghi comuni da bastare per una vita intera.
Credo che un genitore debba compiere un grosso lavoro per incrinare a picconate quello schermo, quella bolla virtuale fatta di avvenimenti vomitati a milioni ogni singolo giorno, Avvenimenti che coinvolgono a livello percettivo, così pressanti e ripetuti da diventare però ipnotici. Alla fine si rimane immobili, spettatori di un mondo che incalza, ma noi fermi, passivi. Capaci di espressioni di sdegno o di compiacimento con il tempo di andare a pisciare tra una pubblicità e un'altra, con il tempo e la libertà di andarci a prendere un panino in attesa di una risposta su un post di facebook o un commento su "uozzap".
Insegnare ai nostri figli a coltivare i rapporti umani, a essere costruttivi in ambito scolastico e lavorativo, a muovere ogni tanto il culo invece che stare a fare soltanto chiacchiere. Ma i genitori devono esserci, non soltanto come procacciatori di vitto e alloggio, o compagni di gioco. Devono far sentire la presenza costante, anche a costo di sacrifici. Il dialogo deve essere continuo, significativo, aperto. Sopratutto ci vogliono gli esempi. Questa è la mission del terzo millennio. Tutte cose che sino a qualche decennio fa erano la normalità.
Come diceva qualcuno bisogna odiare gli indifferenti, è necessario essere partigiani. Ma un partigiano muove le chiappette sante, dà il buon esempio, agisce, non si limita alle attestazioni di principio. Non è possibile limitarsi a scrivere come schizofrenici editti sul giusto o l'ingiusto. Spacciatori di pensieri che ingannano con l'estensione per nascondere la mancanza di profondità.
La speranza è che i nostri "figliuoli" possano quindi utilizzare il grande dono della tecnologia e della rete con sapienza e divertimento. Divertimento e consapevolezza.
Leggere le declamazioni dei vari guru, con spirito leggero, le affermazioni dei nichilisti della domenica con il sorriso, ascoltare le concioni dei pluri mega super coltissimi et sapientissimi intellettuali da "circolo dei solitari avulsi dalla vita vera" con tenerezza. 


Adesso che vi ho rosolato, oppure se siete vegani scaramellato, le palle, lascio a tutti voi un segno della mia stima, siate certi che dopo la lettura di questo post non dovrete mai più dare prova del vostro coraggio. 
Qui sotto una bella canzone dei tempi andati, di quando si digitava di meno e si parlava di più


© 2017 di Massimiliano Riccardi